La riduzione del debito pubblico

Da tempo mi faccio domande sull’economia, sull’aumento del costo della vita, sulle bolle speculative, ancor prima che la crisi mettesse in evidenza i limiti del nostro modello economico, politico e morale. Ho cercato di approfondire gli aspetti macro-economici della società contemporanea. Come molte altre persone, mi sono bevuto tutte le teorie neoliberiste sul debito pubblico, sul bilancio in pareggio e sul ridimensionamento dello stato sociale. Appare oggi evidente che queste teorie stiano portando l’intera Europa al collasso. L’informazione (anche quella di sinistra) non ha neppure preso in considerazione quello che il premio nobel per l’economia Krugman, insieme a molti altri, sta dicendo da tempo. Prendo a pretesto uno degli articoli scritti quest’anno (articolo) nel quale l’autore arriva a teorizzare una volontà precisa da parte di una oligarchia benestante di ridurre lo stato sociale (e quindi anche il benessere) delle nazioni dell’Euro. Penso che oltre alle scaramucce fra i politici italiani, occorre mettere al centro del dibattito ciò che è realmente essenziale per bloccare la recessione prima che il clima sociale si deteriori ulteriormente.

Aggiungo anche un piccolo esempio che dimostra in modo semplice e chiaro che il debito pubblico non è altro che il risparmio nostro e degli altri investitori stranieri. La teoria secondo la quale è necessario ridurre il debito pubblico non farebbe altro che impoverire ulteriormente la gente.

 

Situazione prima

Riduzione del debito pubblico

Situazione dopo

Tizio possiede 2.000 €

Lo Stato, per effetto delle tasse, riscuote da Tizio 2.000 € che utilizza per pagare i titoli di Stato di Caio e della banca Sempronio (riduzione del debito pubblico)

Tizio possiede 0 €

Caio possiede 1.000 € in titoli di Stato

 

Caio possiede 1.000 €

La banca Sempronio possiede 1.000 € in titoli di Stato

 

La banca Sempronio possiede 1.000 €

Massa monetaria = 2.000 €

Ricchezza = 4.000 €

 

Massa monetaria = 2.000 €

Ricchezza = 2.000 €

 

Dopo l’operazione di riduzione del debito la ricchezza risulta minore perché il debito pubblico di uno Stato rappresenta (a differenza dei debiti privati) la ricchezza dei propri cittadini. Ma allora perché essere ossessionati dal debito pubblico? A causa del perverso meccanismo della speculazione internazionale e di come è stato congegnato l’euro, per il quale un debito sovrano si è trasformato in un debito nei confronti di una banca “privata”, gli interessi sul debito sono divenuti un problema insormontabile. Se aggiungiamo anche il pareggio di bilancio risulta impossibile fermare la recessione e soprattutto la deindustrializzazione del nostro paese che resta e resterà in una spirale diabolica. Come uscire da questa situazione?

 

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